Bahia Drake, coccodrilli, natura e immersioni

Ai confini del mondo

di Elisabetta Rivolta

Bahia Drake

 

Bahia Drake è una sperduta località nella penisola di Osa. Si raggiunge in barca, attraversando la foresta di mangrovie del Rio Sierpe.
Lungo il fiume un coccodrillo immobile tra le mangrovie scivola dolcemente in acqua, ne avvistiamo un secondo, sembra un tronco. Il Rio Sierpe vicino al mare si divide in numerosi canali piccoli e grandi, svoltiamo in uno strettissimo, forse una scorciatoia, e ci addentriamo sempre più, Dopo poco ecco apparire l’Oceano Pacifico. Arriviamo a Drake Bay, il viaggio e durato circa un’ora e mezza. Lo sbarco è un po’ difficoltoso per la mancanza di un molo e per la risacca!
Le due del pomeriggio abbiamo fame, appena arrivati alle Cabinas Pura Vida notiamo che tra le attività c’è il Canopy Tour. C’informano che bisogna partire immediatamente, la pioggia incombe. In un minuto decidiamo per il sì, al diavolo gli istinti primordiali. Acquistiamo una bottiglia d’acqua e uno snack per placare lo stomaco.

 

Il Canopy

 

Veniamo pigiati in una jeep, prendiamo lo sterrato, guadiamo un fiume e arriviamo a Los Planes. Da qui parte Corcovado Canopy Tour (video). C’imbragano ci istruiscono e ci portano su un campo pratica per una prova. Ora si parte. La prima difficoltà è data da una lunghissima e ripida scala per accedere alla piattaforma di partenza. Vinta la tremenda paura dell’altezza e del vuoto sottostante, voliamo sopra e dentro la foresta ad alta velocità. Il Canopy è pura adrenalina tredici linee con caratteristiche e lunghezze diverse e… un sacco di scale. Torniamo alla base dopo il divertimento volante e passiamo al diving per prendere accordi per i giorni successivi.

 

Il diving

 

Ci accoglie un ragazzo svizzero tedesco che sembra aver assorbito completamente lo spirito “Pura Vida” è Patrick, titolare de Jinetas de Osa A noi italiani sembra che abbia smarrito la precisione delle sue origini. Il diving però è ben organizzato con un locale dedicato all’attrezzatura, è molto ordinato. Mentre prendiamo accordi Patrick ci indica qualcosa in mare vicino alla riva. Lui scommette con noi una birra che non è un tronco come appare, ma un coccodrillo. Vince la scommessa e paghiamo la birra. La prima giornata a Bahia Drake è terminata, alle Cabinas Pura Vida ci attende una camera accogliente, una doccia calda e la cena preparata da Norlyn, ottimo cuoco.

 

Verso l’Isola del Caño.

 

Alla calma del mare si contrappone un cielo imbronciato. A metà strada avvistiamo una balena, è’ una megattera che ci mostra la sua poderosa coda, in scia dei delfini maculati. Le megattere giungono qui dall’Antartide da giugno e restano fino a ottobre, nelle calde e tranquille acque antistanti all’isola del Caño partoriscono e si accoppiano.

Il primo tuffo lo facciamo a El Barco sott’acqua la visibilità non è delle migliori, ma gli incontri sì. C’è un’infinità di squali pinna bianca che riposa sul fondo sabbioso. Incontriamo poche specie di madrepore, ma in compenso c’è una gran varietà di pesci. Un suono, ci pervade: è il canto delle megattere, una melodia antica che, ti riporta nel passato remoto quando tutti eravamo creature del mare. Il loro canto è il regalo di questi fondali, è la prima volta che lo odo, rimarrà impresso nella mia mente.

 

Il secondo giorno

 

Oggi il mare è più disordinato, iniziamo a bagnarci appena mettiamo la prua fuori dalla baia. Il tempo si guasta e il mare si agita, sulla barca una moria di mal di mare. Quasi tutti scendono a terra, noi restiamo in barca, l’onda più che cullarci ci strapazza ma godiamo dell’orizzonte infinito.

Il sito d’immersione El Bajo Del Diablo, ha un nome che promette bene. Ci immergiamo nel blu, ci accoglie una processione di grandi barracuda che inizia a ruotare intorno ad un punto immaginario. E’ uno spettacolo di una bellezza primordiale. Sopra e sotto di noi un via vai di pesci di diversa natura e grandezza. Dietro ad un pinnacolo ci attende una cernia gigante, ci guarda indispettita, dà un colpo di coda e sparisce. Rientro con sorpresa, una megattera nelle acque basse dell’isola sospinge il suo cucciolo in superficie per insegnarli a respirare.

 

A terra

 

Anche a terra le emozioni non mancano, è già buio quando alle Cabinas Pura Vida arrivano dei Ticos, Norlyn si agita e noi accorriamo curiosi. Un Fer de Lance, uno dei serpenti più velenosi che popolano la Costa Rica, giace sulla strada ucciso per mano degli uomini. Considero che meglio lui che io, però non sono felice. La natura in Costa Rica è esuberante, il mondo vegetale abbraccia ogni cosa e gli animali scorrazzano liberi anche fuori dei parchi nazionali.

 

 

L’ultimo giorno

 

Ci svegliamo sotto un cielo terso, pregustiamo una splendida giornata, niente di più sbagliato! La pioggia inizia a cadere nel momento in cui lasciamo il diving e ci accompagnerà fino al ritorno. Oggi lo spettacolo è dato dagli effetti speciali dei lampi, tra i marosi scuri l’isola appare e scompare. A metà traversata, là dove le onde sono più impetuose, le balene saltano leggiadre. Escono con trequarti del corpo, con la spinta della poderosa coda si girano in volo e ricadono in acqua tra mille spruzzi. Sbuffano come locomotive, s’immergono e risaltano fuori cosi per decine di volte. A poppa si sente un urlo di stupore. Un’enorme coda s’innalza verticale nell’aria e inizia a battere l’acqua impetuosamente, poi sparisce. Siamo tutti estasiati, per mezz’ora le balene ci inchiodano a metà strada, noi siamo incuranti dell’acqua che da sotto e da sopra infradicia i nostri vestiti.

 

Le ultime immersioni

 

Ci immergiamo subito, il sito si chiama “El Jardin”. E’ un susseguirsi di piccole formazioni rocciose che dal fondo sabbioso s’innalzano creando angoli appartati per pinna bianca desiderosi di riposo, tane sicure per cernie, corvine tropicali e pesci angelo. Un polpo protetto dal suo mimetismo ci guarda.

Fuori la pioggia è battente. Ci rechiamo verso El Bajo Del Diablo. Sotto il blu è intenso, i banchi di pesci non ci deludono, ci sono anche i Carangidi in amore, la sposa sfoggia una livrea argentea, e il maschio rigorosamente l’abito nero, sono uno l’ombra dell’altro, lo Yin e lo Yang. Sulla spiaggia a Bahia Drake ci attendono tre magnifiche Ara rosse e al tramonto un Tucano ci intrattiene con la sua sgraziata serenata.

 

La vacanza non è finita, ma le partenze sono sempre un po’ malinconiche soprattutto se si lascia un posto come Bahia Drake. Potrai però continuare a leggere la seconda parte della vacanza a Bahia Drake cliccando qui
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5 COMMENTS

  • Fabrizio ha detto:

    Bellísima descrizione…..mi sembrava per un attimo di vivere le emozioni vissute día protagonisti! ,Da buon sub, e da amante del la naturalezza più selvaggia come Bahia Drake,me la sono giá da tempo ripromessa come prossima meta turística!

    • Gabriele ha detto:

      Hola Fabrizio, Bahia Drake e l’Isola del CaÑo sono una buona meta, c’è un grande quantità di pesce e di squali di barriera. Manca il colore dei coralli. Il punto migliore per immergersi si chisma El Diablo, un nome una garanzia!

  • Cristina ha detto:

    In Costa Rica le emozioni non finiscono mai…le trovi ovunque, dai lampi (grossi così non li avevo mai visti) alle gocce di pioggia come chicchi di mais…e le stelle, a voltre così tante e basse che ti sembra di toccarle con le dita…la maestosità della natura ti avvolge e ti stordisce, sempre…i colori, gli odori e i suoni…vivere immersi nella natura primordiale è un’esperienza davvero unica e magica…beati noi che lo abbiamo fatto!!

    • Gabriele ha detto:

      Hola Cristina, come scrivi e descrivi bene. Dovresti aiutarmi nel tenere il blog! Faccio mie alcune tue parole che mi hanno perticolarmente colpito.
      Grazie e spero di conoscerti presto!

  • […] …continua, l’articolo precedente lo puoi trovare qui. […]

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