Apro un B&B in Costa Rica e chiudo tutto

di Gabriele Rivolta

Ciao mamma, ciao Italia, ciao passato, ciao amici, vi aspetto in Costa Rica non appena sarà pronto il B&B. Venitemi a trovare, naturalmente sarete ospiti, ci divertiremo più che qua.
Sì, ho deciso! Questa vita non fa più per me: non c’è lavoro e quando c’è, è stressante, pagano in nero e comunque è sottopagato, la pensione poi rimarrà una chimera. Basta col traffico caotico, dell’euro, dei soldi che non bastano ad arrivare a fine mese, delle banche, dei prestiti.

Le ragioni del male

Questo paese non ha futuro, non vedete cosa accade? No, non lo vedete perché non cambia mai nulla e se aspettiamo che cambi qualcosa per merito dei politici che abbiamo forse eletto, dobbiamo diventare tutti highlander. A proposito dei politici, sono sempre gli stessi, corrotti e pronti a mettere le mani su tutto ciò che capita a loro portata. La scuola è un disastro, ci vogliono tenere ignoranti, però, ogni tanto ci danno un contentino così noi continuiamo ad andare avanti come pecoroni.

Le ragioni del sì

Vuoi mettere? Il mare, il sole, la spiaggia che incontreremo laggiù? Pensa: vivere tutto il tempo in costume da bagno calzando solo infradito e forse neppure quelle. E le notti stellate passate su una spiaggia col rumore della risacca? Considera anche con quante straniere verremo in contatto, il fascino latino le attrarrà come mosche al miele.

Sì, non c’è miglior soluzione possibile. Ci abbiamo pensato a lungo e ora via. I soldi? Abbiamo qualcosina da parte, fatti quattro conti, non ne serviranno molti e poi ci sono sempre le entrate del B&B. Non iniziate a gufare! Già, gestire un B&B, anche se non l’abbiamo mai fatto, cosa vuoi che sia?
Rifare i letti, una lavatrice e una scopata per terra. A sì, bisogna accogliere i clienti e preparare le colazioni, nulla di difficoltoso. Deciso, chiudo con questa vita!

I perché del sì


La quasi totalità di quelli che “vorrebbero” partire non partiranno mai perché nella loro mente hanno già pronta la scusa: ‘…ma non posso’. Non andranno mai nemmeno a dare un’occhiata al paese, neppure in vacanza. Per altri, quelli che vorrebbero e faranno il grande salto, l’assunto è desolatamente banale: il Costarica, già sbagliando il nome del paese che li ospiterà, è un paese del terzo mondo ma è un paese felice.  Ovviamente nella loro testa abbinano il terzo mondo al fatto di vivere spendendo pochissimo.
Quindi con quattro soldi vado e apro un B&B che è l’investimento meno rischioso, sono sicuro. Al massimo farò fare un’audit da KPMG 🙂
E poi mal che vada mi rimarrà la casa e  mi arrangerò. E’ da una vita che lo sogno! Ovviamente lavorando poche ore passando il resto della giornata in spiaggia e poi non si pagano le tasse! Noi italiani ce la caviamo in ogni situazione, ho deciso che B&B sia! Non ci ho mai provato ma non sarò tanto difficile, son non ci provo in quel posto stupendo dove lo potrò fare?

La partenza

Questi sono i pensieri più frequenti dell’aspirante albergatore in Costa Rica, nazione sognata e agognata come un nuovo Eldorado.

E così raccolti in una valigia quattro vestiti leggeri e alcune delle cose più care, molti giovani e meno giovani, da soli ma più spesso una coppia d’amici, s’imbarcano sull’aereo alla volta del paese dei loro sogni. Hanno in tasca un biglietto di sola andata. Il ritorno l’hanno già escluso a priori.

Arrivano a destinazione carichi d’illusioni e di speranze, ma subito si scontrano con una realtà diversa da quella sognata, iniziano le difficoltà. C’è necessità di un mezzo di locomozione, un motorino scassato fa al caso, salvo le continue riparazioni non preventivate e non certo a buon mercato.

L’immobile

Reperire un immobile avente le caratteristiche dove esercitare l’attività di B&B non è così facile, per non parlare dei prezzi per affittarlo, due, tre volte quanto avevano preventivato. Trovatolo, intaccano le riserve monetarie, complice il fatto che viene anche richiesto l’anticipo di mese più un’altra mensilità a titolo di deposito. Una volta preso possesso dello stabile, una ricognizione più attenta rivela, anche a non esperti, che gli impianti sono fatiscenti e che vanno rifatti. Però ormai ha già versato 3.000 dollari, che vuoi fare, perderli? No, a testa bassa si va avanti.

Anche il giardino richiede manutenzioni ingenti, alcuni rami rischiano di cadere, l’erba è altissima. Non parliamo dello stato delle pareti e del pozzo dell’acqua. Qualche viaggio in ferramenta e qualche bigliettone di meno, fanno sì che riesca a procurarsi gli attrezzi necessari. Poco importa che ne abbia acquistato qualcuno inutile causa la mancata padronanza della lingua e del mestiere. Comunque c’è sufficiente equipaggiamento per mettere qualche toppa qua e là.

I primi lavori

Dipingere le pareti non è un problema e il futuro B&B inizia a cambiare aspetto. Ora ci si può trasferire, almeno a dormire nel B&B, risparmiando i costi dell’ostello. Ringalluzziti da questo primo successo si dedicano al giardinaggio tagliando l’erba. Quanta fatica per chi non è abituato a farlo! Il risultato non è esattamente quello sperato, però ci sono altri lavori da affrontare. E intanto, tra ricerca e lavori, tre settimane sono già volate e degli sperati incassi nemmeno l’ombra, anzi incombe lo spettro di altre spese.
Potare e rimuovere gli alberi deteriorati si rivela molto oneroso, ci vuole una specialista con un assistente che si arrampichi sugli stessi senza piombare al suolo. In due giornate e 500 dollari il compito è portato a termine. Col ‘giardino’ non è ancora finita, occorre piantumarlo per renderlo più attraente e ricavare dei posti auto con l’immissione di qualche carico di ghiaia sulla nuda terra. Quanta ce ne vuole!?!

Il tetto

E’ ora di dedicarsi agli impianti, quello elettrico è totalmente da rifare e, aggiungi una presa qui, un interruttore là, tempi e costi si dilatano.
I nostri eroi si decidono di parlare con il proprietario di casa, affrontando l’argomento costi di ristrutturazione, ne ottengono una promessa di deduzione di una cifra, non quantificata, dal canone di affitto per un tempo non definito.
Improvviso giunge un acquazzone tropicale: il tetto è un colabrodo, richiede riparazioni urgenti, l’acqua ha dilavato alcuni pezzi di parete. Nuovo incontro col proprietario al quale strappano la promessa che il tetto verrà rifatto ahorita, parola della quale non conoscono il vero significato. L’apprendono quando passati quattro giorni nessuno si presenta per rifare il tetto. Riescono a mettersi in contatto telefonico col proprietario e in ita-gnolo lo sollecitano. ‘No hay problema’, gli risponde quello, due giorni dopo si presenta un camion che scarica lastre di alluminio ondulato: il nuovo tetto.

Il tetto c’è il pozzo no

Altri tre giorni e finalmente alcuni operai iniziano a rimuovere le vecchie lamine, quindi, con la dovuta calma caraibica, montano le nuove. Finito il lavoro, se ne vanno lasciando dietro di se il cumulo delle vecchie lastre sparse un po’ dappertutto. Altra telefonata e il proprietario ribadisce di aver preso l’impegno di sostituire il tetto con lastre nuove, non di provvedere allo smaltimento di quelle vecchie. Per ora rimarranno lì sebbene inestetiche.

Si passa all’impianto idraulico, c’è la pompa del pozzo da sostituire e alcune tubazioni, terra, sabbia, sapone e materiali vari hanno otturato tutto. Altre spese! Quasi due mesi sono passati senza incassare nulla, iniziano piccoli momenti di scoramento, come dare torto? Forse avrebbero dovuto mettere in conto gli inconvenienti…

I primi dubbi

Iniziano a pensare forse farebbero meglio a tornare indietro, lì troveremmo qualcuno che ci aiuta… ma il pensiero viene subito scacciato dal successivo: no, non possiamo sarebbe uno sputtanamento troppo grande. Cercano di motivarsi l’uno con l’altro ma il loro equilibrio interiore inizia a vacillare.

L’immobile è ormai ‘pronto’ basta solo arredarlo convenientemente, poi comprare materassi, cuscini, lenzuola, teli per bagno, tende, pentole, piatti, bicchieri, tazze, posate, ventilatori, suppellettili, zerbini, qualche libro usato. E’ una lista infinita, come si trasportano qui? Dove vado a comprali? In questo posto, pur bellissimo, non ci sono negozi che vendano queste cose!
Così occorre recarsi in bus nella cittadina più vicina a più di sessanta chilometri, rimanerci due giorni, trovare qualcuno che abbia un camion e sia disponibile al trasporto. Ora che mi ricordo, la lavatrice! Ci vuole anche quella. Oddio basteranno i soldi? Ormai ne sono rimasti pochini, meno male che inizieranno gli incassi del B&B tra poco, anzi pochissimo, solo il tempo di sistemare i mobili e le ultime cose.

Arriva Natale s’inaugura!

Altri 4.000 dollari di spesa tra mobili e trasporto provocano un tuffo al cuore e il dissanguamento delle risorse.
Correndo e col fiatone sistemano tutto giusto in tempo per la settimana di Natale. Il B&B viene inaugurato, aperto meglio dire, poco importa che manchi il nome e pure l’insegna, ci penseremo poi.
Si sa, nelle vacanze natalizie, ogni hotel, albergo, guest house, ostello, casa in affitto e B&B si riempiono totalmente. Finalmente i primi clienti, mandati da un amico, arrivano e con loro i primi incassi. I prezzi sono stati determinati prendendo a paragone altri B&B con caratteristiche più o meno simili, se mi è concesso il termine ‘alla carlona’. La felicità e l’ottimismo li pervadono, la paura sembra svanire e con lei purtroppo svaniscono anche le festività.

La paura

Si ripresenterà ancora qualche giorno dopo, quando il B&B ‘No Name’ è desolatamente vuoto. Il marketing dell’attività è stato completamente ignorato, c’erano i lavori da fare! Iniziano a credere che non fosse poi un lavoro così facile da gestire, troppe cose per due persone non del ramo. E un pensiero tira l’altro, presi dal vortice delle ragioni che hanno portato al disastro. Il ‘No Name’ si trova in una zona molto appartata dal centro a più di 2 chilometri, tanto che se nessuno viene specificatamente a cercarlo, per caso non lo si trova. E si che è solo a 50 metri dal mare a trenta dalla strada principale. Ma il mare non si vede e nemmeno il B&B, c’è un bosco tropicale nel mezzo! Sì, proprio quello dove avete dovuto potare gli alberi.

Cosa succederà

C’è anche stato un piccolo problema con la pompa del pozzo e siamo rimasti senz’acqua per circa sei ore, il tempo che la riparassero. Vabbeh alcuni clienti si sono lamentati e abbiamo loro fatto un piccolo sconto. Se succedesse di nuovo? Potremmo contare ancora nella sorte di trovare qualcuno che la ripari? Senza contare che in tre mesi di straniere non ne abbiamo visto neppure una, l’autostima ne risente. Gli amici non li sentiamo quasi più. Il capitale iniziale si è ormai volatilizzato, dovremo cercare un immobile che abbia un affitto meno caro, magari con solo una stanza da affittare. Siamo solo stati sfortunati! I mobili e le altre cose le proporremo al padrone di casa a compensazione dell’affitto che non abbiamo potuto pagare, oppure le venderemo.

Sì, le venderemo e col ricavato compreremo il biglietto di rimpatrio. Chiudiamo tutto!

Torneranno nella ‘maledetta’ Italia alla deriva, non avendo ancora capito che se un paese è alla deriva sono i singoli a portarcelo con la loro condotta e l’esperienza di cui sopra non sarà servita assolutamente a nulla.
Tenete bene a mente questa storia quando leggerete di qualche affare proposto chicchessia. Credo che ormai nel margine del proprio libero pensare si sia ridotta la differenza tra ciò che è vero e ciò che è falso, complici i mezzi di informazione nessuno escluso. Ormai è diventato faticoso fare una scelta responsabile. Brutto a dirsi ma c’è chi la fa per noi. Ma noi la chiamiamo sfortuna!

Grazie per la tua lettura e il tuo sostegno. Lascia un piccolo commento in calce a questo articolo, è importante, sarà un sassolino in più per riempire il mare.

Se vorrai saperne di più sulla Costa Rica, iscriviti al mio gruppo Facebook Costa Rica un viaggio da sogno. Pura vida!

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