Commercio equo e solidale biologico del cacao, banane. APPTA Bribri e United Fruits

Storia di sfruttamento e successiva libertà

di Gabriele Rivolta
 

Quando gli indigeni Bribri della Costa Rica si stancarono di essere vessati.

 

Un’associazione di 950 piccoli produttori in Costa Rica esporta cacao biologico, osservando i principi del commercio equo e solidale. Questa sarebbe già una buona notizia ma ciò che la rende incredibile è che fanno tutto senza intermediari.

Il sole essicca la maggior parte dei semi di cacao in modo naturale cosa possibile solo nella stagione secca. Durante la stagione delle piogge che inizia intorno a maggio, bisogna ricorrere a degli essiccatoi e mantenere il tasso di produzione.

 

Bebe

 

Bebe, aveva pensato che apprendere l’uso degli essiccatori, avrebbe comportato pochi giorni ma così non è stato. C’è voluta molta perseveranza, concentrazione e i consigli di persone più esperte di lei per riuscire nell’impresa.

Bebe, il cui nome è Beberly López, è una giovane donna di 31 anni che da cinque lavora con l’Associazione dei piccoli produttori di Talamanca (APPTA), nel sud-est Costa Rica. Qui ha imparato a innestare piante di cacao e la lavorazione della banana a un ritmo veloce.

“Adesso pelo cinquanta banane per minuto”, dice senza gongolante con la faccia seria e immutabile. Allo stesso modo Bebe liquefa la frutta riducendola in polpa, la invasa e la impacchetta. Poi pone le cassette in una cella di raffreddamento che lasceranno il porto di Limon nei Caraibi destinate alla Svizzera.

 

 

L’APPTA

 

L’organizzazione APPTA è nata trenta anni fa, quando i piccoli produttori locali, il 94% indigeni Bribri o Cabecar, hanno deciso di riunirsi per vendere i propri raccolti senza intermediazioni, stanchi di truffe e di promesse disattese. L’idea portò alla costituzione dell’associazione dei produttori finalmente indipendenti.

“Tutto è iniziato come un sogno e oggi siamo l’organizzazione di prodotti biologici più grande del paese”, dice Juanita Baltodano, cinquantasei anni. Come membro fondatore, Juanita è stata a capo del consiglio dell’associazione per più di un decennio ed è attualmente presidente delle Cooperativa Senza Frontiere. La Cooperativa si dedica allo sviluppo del commercio equo solidale dei prodotti biologici provenienti da varie organizzazioni dell’America Latina.Le donne hanno un ruolo che non è messo in discussione, poiché la cultura Bribri è matrilineare: la madre eredita la terra e la amministra.

Altra caratteristica di questo popolo è la sua forma rotante del lavoro, noto come “passare la mano”, nel quale un gruppo di agricoltori coinvolge tutti i vicini.APPTA riunisce 950 famiglie di agricoltori ed esporta 400 tonnellate di cacao biologico l’anno.

 

 

I ricordi di Juanita

 

Juanita ricorda, con un sorriso, quando le cerimonie d’inizio della pulitura e semina erano chiamate ‘chichadas’. La ‘chica’ è una bevanda molto alcolica che si ottiene dalla fermentazione del mais che gli uomini bevevano durante la giornata di lavoro. “Oggi noi la chiamiamo ‘chichada senza chicha’, perché non vogliamo che si ubriachino”.

“Quando si va alle riunioni della comunità, il 60% sono donne. Inoltre, il 37% dei produttori sono proprietari del suolo. Nel consiglio ci sono sempre più donne che uomini e le posizioni più significative le abbiamo sempre occupate noi”, prosegue Juanita.

Nel vivaio nel villaggio Bribri, Bebe lavora con i suoi colleghi per la produzione d’innesti in grado di resistere alla pestilenza delle piantagioni di cacao, un fungo che ha rovinato intere colture nel secolo scorso.

Nemmeno le banane furono al sicuro dalle malattie devastanti. Ciò fu quasi un bene, perché le società straniere decisero di abbandonare queste terre.”Siamo in una delle regioni storicamente più sfruttate.

 

 

La United Fruits Corporation

 

Alla fine del XIX secolo, qui è stata piantata la banana e la United Fruit Corporation titolare del marchio Chiquita, in cambio di migliaia di ettari di terra, costruì una ferrovia da Limon a San Jose”, ricorda.

“La situazione dei lavoratori era così terribile che la vita di un mulo valeva più di quella di un indigeno. I lavoratori morivano giornalmente morsi da serpente o decimati dalla malaria. Non è un caso se il primo grande sciopero latino-americano è avvenuto in queste piantagioni nel 1934. Chiedevano medicine che bisognava pagare in contanti, mentre il salario era pagato con dei tagliandi per acquistare generi alimentari nei loro negozi”, prosegue.

 

 

La ‘legge indiana’

 

Durante e dopo la presenza della società estera, l’abuso è sempre stato una costante in queste terre, fino a quando i nativi ottenerono la promulgazione della ‘legge indiana’ nel 1977.
La stessa mira a proteggere, prevenire il furto e la vendita dei terreni di proprietà dei diversi gruppi etnici. Grazie alla legge, la Talamanca Bribri è oggi un territorio di pace. A Salitre (centro-sud), ancora oggi i Bribri stanno combattendo una battaglia legale per porre fine all’usurpazione delle loro terre. Sono gli eredi dell’United Fruits Corporation a far la parte degli usurpatori bianchi o meticci.

Questa lunga storia spiega in parte perché i produttori di APPTA vivano in comunità isolate. Semi nascosti lungo le rive del Rio Sixaola e dei suoi affluenti, sugli altopiani coperti dalle foreste tropicali.

 

Madre Terra

 

Aquilina Salinas, attuale presidente dell’APPTA, porta i suoi quarantatré anni a spasso nella foresta che conosce e rispetta con l’amore che la terra infonde. C’è la palma, con la quale ha costruito il tetto della sua casa; radure con piante d’alloro dal legno pregiato; in mezzo alle venerate piante di cacao. E poi ancora frutta di ogni tipo e avocado.

Queste tradizioni portano alla cura di Madre Terra, perché le piantagioni sono coltivate senza l’ausilio di alcun prodotto chimico artificiale. La nostra guida racconta lo sforzo dei partner APPTA per trasportare i loro prodotti. I frutti sono trasportati a spalla per chilometri, attraverso sentieri e spesso dentro il letto di torrenti. Quando la fortuna arride, hanno muli o vetusti trattori. Così raggiungono il fiume più vicino, dove le banane e il cacao sono caricati sulle canoe. Raggiunta la riva, dall’altro lato del fiume, sono caricati su camion dell’APPTA e avviati verso la fermentazione.

 

 

Il ruolo dell’APPTA

 
Che cosa sarebbe di queste terre senza APPTA? “Una calamità” dice la maggioranza dei lavoratori.

“Il ruolo dell’APPTA nell’organizzazione è cresciuto fino a fungere da calmieratore dei prezzi. Se APPTA non comprasse neo periodi di maggior produzione, i prezzi precipiterebbero e i produttori non sarebbero ricompensati dei loro sforzi”, dice ancora Juanita.
In questo modo, gli agricoltori indigeni vendono il loro cacao all’APPTA ben sopra il prezzo della Borsa di New York ($ 2,2 per chilo), raggiungendo i quattro dollari per chilogrammo. Nel 2016 APPTA ha vinto, per il terzo anno consecutivo, la classifica delle aziende locali esportatrici di cacao. I suoi principali mercati sono la Svizzera e l’Italia.
“I nostri prodotti sono totalmente biologici e ciò per i mercati è di primaria importanza”, asserisce Cándida Salazar, sessantadue anni, produttrice e consigliera di amministrazione di APPTA. “Questa è la nostra Madre Terra e la rispettiamo coltivando senza sostanze chimiche artificiali. I nostri genitori ci hanno insegnato a curare e coltivare la terra con la sola forza delle sostanze organiche “, spiega.

 

 

Un fungo come fertilizzante

 

Un produttore mostra i grani di cacao nascosti nella polpa bianca del frutto. Saranno poi fatti fermentare e quindi essiccati nello stabilimento APPTA, nel villaggio di Bribri.
APPTA insegna anche come rafforzare i terreni danneggiati con l’utilizzo di un importante fertilizzante: un fungo presente in natura. Un fertilizzante totalmente naturale che non contiene nulla di agrochimico e pare sia oltremodo efficace.
Questi indigeni che hanno sviluppato un modello di associazione encomiabile, esportano più di 400 tonnellate di cacao biologico l’anno della qualità più pregiata.
Sono passati attraverso crisi e il cambiamento climatico, mantenendo sempre l’uguaglianza tra i soci, uomini e donne e la qualità del prodotto biologico che cresce sotto l’etica del commercio equo e solidale.

 

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Se vorrai saperne di più sulla Costa Rica, iscriviti al mio gruppo Facebook Costa Rica un viaggio da sogno. Pura vida!

 

3 COMMENTS

  • Claudia ha detto:

    Hola Gabriele! Ho un bellissimo ricordo della visita fatta alla comunità Watsi (Bribrì) durante il mio soggiorno a Puerto Viejo! Osservare come avviene la produzione del cacao è stato davvero interessante tanto che ho postato dei video su YouTube che mostrano tutta la preparazione! Pura Vida 😙

    • Gabriele ha detto:

      Hola Claudia, che ne diresti di dare visibilità ai tuoi video pubblicandoli sul mio gruppo FB? E’ sufficiente che tu mi invii i link degli stessi e 80.000 persone (teoriche) avranno la possibilità di vederli.
      Pura vida!

  • Claudia Brignone ha detto:

    Buona idea Gabriele! Magari se qualcuno ancora non è venuto a visitare la Costa Rica, guardando i video decide di prendere l’aereo e volare verso questo meraviglioso Paese! Pura Vida! 😊

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