La vite e l’uva Tica vinificabile di Virgilio

di Gabriele Rivolta

Niente di più e niente di meno. Un vigneto con molteplici varietà di uve coltivate in Costa Rica e adatte per le loro caratteristiche alla vinificazione, questo è il giardino di Curridabat a San José, dove vi è il tesoro nascosto di Virgilio. Più di quarantacinque anni di lavoro di un uomo appassionato di vino, un artista della natura, come lo chiamano qui.

Virgilio Vidor è arrivato in Costa Rica dall’Italia nel 1972, era pieno di sogni e di una visione romantica del mondo, aveva ventiquattro anni. I suoi genitori e il fratello lo seguirono dopo poco tempo. Oggi, vicino ai settanta anni, è il pioniere nella realizzazione d’impianti di uve ibride vinificabili in Costa Rica.

La famiglia

I suoi antenati erano viticoltori. Suo padre era nato in una piccola città dell’Italia settentrionale nella zona conosciuta come il percorso del vino bianco. Là viene prodotto il famoso Prosecco, il ‘prosechin’ in veneto, lavoro al quale si dedicava tutta la famiglia. Più tardi, durante il fascismo, la famiglia si trasferì nell’Italia centrale in un’altra zona vitivinicola e continuò a coltivare viti seppur di altre varietà. Per questo motivo, Virgilio dice che la sua passione per il vino non viene solo da una forte eredità culturale, ma è parte del suo DNA, della genetica che scorre nelle sue vene.

La passione

Racconta che inizialmente, la passione di piantare uve in Costa Rica, era nata per due motivi. Il primo di fare un qualcosa, la coltivazione dell’uva, che nessuno era mai riuscito a portare a termine in Costa Rica. La seconda nasceva dal desiderio di recuperare un po’ di quelle tradizioni di famiglia alle quali era legato. “Quando ero più giovane, sognavo una viticoltura commerciale, il mio interesse economico di creare vigneti, era il punto focale. Oggi l’idea è di dare consigli sulle uve da utilizzare, trasmettendo le mie conoscenze a chi voglia impiantare nuovi vigneti “, dice Virgilio.

Uve di livello mondiale

Virgilio risponde alla domanda se le uve prodotte in Costa Rica siano competitive con le uve da vino a livello internazionale:”Ogni paese, ogni territorio, ogni nicchia ecologica e la presenza dell’uomo, ha proprie caratteristiche. Se portiamo delle uve Cabernet Sauvignon e le piantiamo in un certo luogo della Costa Rica, questo vitigno ci darà un prodotto simile, ma non uguale. Avrà caratteristiche che possono anche essere orribili. In questo caso dobbiamo confrontare e indagare perché lo stesso cabernet sauvignon, piantato qui o in altro posto sia diverso. Il suo rating può essere è migliore o peggiore secondo la sistemazione delle uve.

Vini ibridi

D’altra parte, se faccio un ibrido tra Cabernet Sauvignon e Vitis Trifolia (tipo di vitigno autoctono della foresta), ottengo un prodotto che ha caratteristiche genetiche adattate al clima locale. Lo stesso ha maggiori possibilità di essere inserito nell’ecologia del territorio e pertanto è un tipico nuovo prodotto. Probabilmente prenderà aromi del Cabernet Sauvignon ma è un prodotto ibrido che ha anche caratteristiche locali. Non si può dire che sia migliore o peggiore di quello europeo, possiamo solo dire che è diverso “.

Tre varietà autoctone vinificate con successo

Il tipo di uva che Virgilio ha sviluppato in Costa Rica, è una qualità adatta sia alla tavola sia alla spremitura per fare il vino. Quando ha iniziato, la sua ricerca ha pensato di ottenere impianti per la produzione di uva da tavola. Dopo varie prove con la Trifolia Vitis, insieme a altri vitigni tradizionali, si rese conto che gli ibridi ottenuti erano più adatti per la vinificazione, decise così di concentrarsi su quell’aspetto.

Oggi la sua ricerca si estende a migliaia di varietà e alla creazione di più ibridi. Attualmente ci sono tre vini che hanno dato ottimi risultati.

I vini

Nonno Giovanni, chiamato in onore dell’avo, è ottenuto con uve da tavola e da vino rosato con aggiunta di un’altra uva adatta a fare vino bianco. Isabella, una piccola uva dal profondo color viola, adatta per i tre usi: tavola, vinificazione e taglio.

Rina, una grande uva, una parente del Moscato d’oro, che dà un sapore ricco e dolce,. E ‘ anche molto buona da mangiare e produce uno straordinario vino bianco comparabile con i migliori vini europei.

Ma, come dice Virgilio: “L’uva non si affina da sola, è l’essere umano che la sviluppa per ricavarne il meglio. Molte persone hanno l’aspettativa che la semina dell’uva produca senza che nulla si faccia, nessun lavoro su come coltivarla, e questo non funziona”.

Se volete il vostro filare in giardino

Da diversi anni Virgilio offre la sua competenza e istruzione a chi vuole imparare come far crescere le proprie uve. Egli non vende manuali o dà istruzioni scritte. E’ un vero credente per la produzione dell’uva. Conosce il successo riportato per essere riuscito là dove molti avevano fallito, conquistato, è proprio il caso di dirlo, sul campo. Se siete interessati a saperne di più o acquistare un impianto di vitigno autoctono della Costa Rica per farlo crescere, è possibile contattare Don Virgilio Vidor attraverso la sua pagina di Facebook: Virgilio Vidor – Viticoltura Tropical de Costa Rica.
Potete anche chiedere un appuntamento per parlare con Virgilio, che riceve tutti i giorni, dalle nove alle undici.

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